lunedì 1 aprile 2019

AIKIDO MORBIDO... O DURO?



In una vecchia intervista, rilasciata dal Maestro Saito, abbiamo trovato un interessantissimo passaggio, circa il notevole problema generato dal fraintendimento dei termini "morbido" e "duro", usati nel Budo, a proposito del modo di allenarsi.
È un problema annoso, di cui in effetti sembra davvero difficile sbarazzarsi, perchè fondamentalmente risulta spesso un'ottima scusa per giustificare mancanza di volontà e pigrizia, o all'opposto, aggressività senza controllo.
Rincuora scoprire dalle parole del M. Saito, che il problema era già tale ai tempi di O Sensei.
Traduciamo liberamente dall'inglese il passaggio, tratto dall'intervista, che abbiamo trovato su una vecchissima copia di Aikido Journal...



<< O-Sensei usava sempre dire: "Sono ciò che sono perché mi sono allenato duramente per sessant'anni. Tu cosa pensi di poter fare?" Spesso diceva questo. 
Ma ci sono molte persone che non capiscono il significato di "duro" e "morbido". 
"Duro" significa fare la tecnica con decisione, ma con un movimento morbido. 
Però la gente tende ad allenarsi muovendosi in modo non fluido. 
E quando fanno un allenamento morbido, lo fanno in un modo senza vita. 
I movimenti morbidi dovrebbero essere riempiti con il più forte "Ki". >>



Per chi lo preferisse, di seguito il testo originale...




12 commenti:

Vittorio ha detto...

Parole che dovrebbero essere esposte in ogni dojo
VITTORIO

Genko ha detto...

Assolutamente d'accordo con il M°Vittorio....

Stefano Facelli ha detto...

Il ki è morbido e duro allo stesso tempo

Giulia Roasio ha detto...

A caratteri cubitali

Tucs ha detto...

Non so se c’entra ma nel tennnis se trovi un avvversario che piccchia forte puoi batterlo solo rispondendo delle palle morbide e senza peso e viceversa ma lo puoi fare solo se hai acquisito molta tecnica

Anonimo ha detto...

Giusto

Giorgio

Anonimo ha detto...

Molto Importante l'Allenamento, più fai un esercizio e più ti riesce meglio
Arthur

Laura ha detto...

concetti importantissimi a da tenere sempre a mente.

Unknown ha detto...

Molto bello

Anna T ha detto...

Sante parole..!!! Sarebbe interessante sapere come suona a orecchie giapponesi: se la difficoltà a distinguere duro da rigido e morbido da molle e senza vita fosse un problema occidentale?

Anonimo ha detto...

Eh, questa è un’ipotesi molto interessante...
Gino

Roberto Peirano ha detto...

Liberare le tensioni per far fluire il KI