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mercoledì 24 maggio 2017

SIAMO ELEFANTI IN CATENE?

C'è una bella storia, famosa nel mondo della formazione, che nasconde un messaggio importante, quando abbiamo a che fare con i nostri limiti, o almeno quelli che crediamo essere tali...



“Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall’elefante che, come scoprii più tardi, era l’animale preferito di tanti altri bambini. 
Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune… ma dopo il suo numero, e fino ad un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe. Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri. E anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire. 

Che cosa lo teneva legato? Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell’elefante; qualcuno mi disse che l’elefante non scappava perché era ammaestrato… allora posi la domanda ovvia: “Se è ammaestrato, perché lo incatenano?” Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente. Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell’elefante e del paletto. Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato tanto saggio da trovare la risposta:  l’elefante del circo non scappa perché è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.  

Chiusi gli occhi e immaginai l’elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi, ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perché quel paletto era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi un giorno si rassegnò alla propria impotenza. L’elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell’impotenza sperimentata e non è mai più ritornato a provare… non ha mai più messo alla prova di nuovo la sua forza… mai più!   
A volte viviamo anche noi come l’elefante pensando che non possiamo fare un sacco di cose semplicemente perché una volta, un po’ di tempo fa ci avevamo provato ed avevamo fallito, ed allora sulla pelle abbiamo inciso “non posso, non posso e non potrò mai”.

Quante volte ci comportiamo come l'elefantino, ormai cresciuto? Quante volte ci lasciamo frenare da quelli che crediamo essere i nostri limiti, solo perché non abbiamo mai più provato a spingerci oltre?


[La storia è tratta da: Déjame que te cuente di Jorge Bucay – Ed. RBA]


lunedì 12 settembre 2016

VUOI TORNARE IN FORMA?


Le vacanze ti hanno lasciato un ricordino sul giro vita?
Forza e resistenza sono andate in vacanza mentre tu tornavi?
La tua "forma perfetta" è un ricordo lontano?

Ho una buona notizia per te: martedì 13 settembre finalmente riprendiamo gli allenamenti!
L'occasione perfetta per iniziare a toglierti un po' di ruggine di dosso.

Ti ricordo gli orari:
lunedì 13 - 14,30
martedì 19 - 20,30
giovedì 19 - 20,30

Prima che lo stress torni a bussare alla porta, fatti trovare preparato, ti aspettiamo sul tatami!

domenica 10 gennaio 2016

ANCORA NORO SENSEI



Vuoi iniziare davvero bene l'anno nuovo?
Allora gustati questa straordinaria esecuzione di jo (= bastone) del sempre incredibile Maestro Noro!
Per capire l'arte del Kinomichi, che il Maestro sviluppò progressivamente dal 1979 in poi, credo sia importante vedere cosa faceva verso la fine degli anni '70, in embukai come questo...
Bellissimo vero?